Imprenditoria femminile “Ad alta quota”

Imprenditoria femminile “Ad alta quota”

“Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi”, così parla Bertold Brecht nella Vita di Galileo, per bocca del grande scienziato.

Queste le parole che mi son venute subito alla mente quando ho assistito alla presentazione del libro “Ad alta quota. Storia di una donna libera” di Lella Golfo, fautrice della legge 120 del 2011, che porta il suo nome, conosciuta ai più come legge per le “quote rosa” negli organi di amministrazione e controllo nelle società quotate e a partecipazione pubblica.

In questo articolo ti parlo di imprenditoria femminile e pari opportunità in Italia, se ti ho incuriosito abbastanza, leggi qui!

 

IMPRENDITORIA FEMMINILE: “QUOTE ROSA”

Il Paese che necessita di una legge per imporre la parità dei diritti fra lavoratori e lavoratrici, per conclamare la parità di legittimità di accesso ai ruoli di responsabilità, in uno sforzo di affermazione di indipendenza di genere quando si tratti delle capacità gestionali, imprenditoriali o politiche, è un Paese a dir poco immaturo a dispetto dei suoi oltre 150 anni di unità politica: è un Paese condannato a pagare pesantemente l’utilizzo parziale della sua capacità produttiva e innovativa, dunque a perdere terreno non solo in termini di sviluppo interno, quanto anche in tema di competitività internazionale.

Se ne è parlato il 13 e il 14 maggio in un evento di due giorni in terra pugliese, l’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Martina Franca e Confindustria Taranto, era anche il primo evento del Comitato per l’imprenditoria femminile di Confindustria TA.

A dargli vita, un coro di voci femminili di grande spessore attorno al tavolo tenutosi il 14 maggio sera presso la Biblioteca Comunale del Palazzo Ducale di Martina Franca: deus ex machina Beatrice Lucarella, Vice Presidente GGI Confindustria TA, nonché componente del Comitato Nazionale Responsabilità Sociale d’Impresa e Politiche di Genere GGI Confindustria; protagonista principale la già nominata Lella Golfo che inoltre è Presidente e fondatrice della Fondazione Marisa Bellisario, nonché Commendatore e Cavaliere della Repubblica; ma anche tante altre donne di cui vi lascio liberi di leggere nella locandina dell’evento, altrimenti dovrei scrivere un post solo per completare i loro titoli, mentre ho premura di farvi arrivare i loro pensieri.

Legge Golfo

Venerdì 13 si è dato il via alle danze con la visita alla Progeva S.r.l. di Laterza (TA), azienda che si estende per 30.000 mq, nata da un progetto per un impianto di compostaggio vincitore di un finanziamento erogato a favore dell’imprenditoria giovanile: caso esemplare dell’attuazione di un sogno: “fare impresa facendo qualcosa di buono per il territorio” come afferma Lella Miccolis, co-fondatrice insieme a Marino Mongelli.

Lella è una donna schietta e pratica, m’incanta subito rifiutando ogni invito a parlare di sé ai  microfoni quando interviene al tavolo del 14 maggio, per conclamare invece la sua iniziale irritazione in merito alle quote di genere – che peraltro ha fatto inorridire qualsiasi essere umano dotato di buon senso e cultura, nda -, perché “la nostra presenza nei Cda è dovuta passare attraverso un’imposizione di legge, perché c’è voluto un obbligo per provocare un cambiamento”, e continua: “il rischio è che l’autoesclusione delle donne da forzata diventi inconsapevole, mentre ciò che è auspicabile oggi è la normalità, occorre per questo che il cambiamento sostanziale introdotto dalla legge, diventi culturale”.

… Anche perché, come fa notare Laura Tinari, questa legge è temporanea! (giungerà infatti a scadenza nel 2022)

Il 14 mattina, mentre aspettiamo di assistere alla presentazione serale del libro di Lella Golfo, il sole scalda la nostra giornata accompagnandoci verso le nostre origini greche, fra gli Ori di Taranto: un viaggio nel tempo di quasi venticinque secoli addietro, una visita al paradiso archeologico MARTA, acronimo che ancora una volta ci ricorda il nome di una donna, non a caso amichevolmente assegnato ad un ritrovamento che seduce i visitatori del museo nazionale.

MARTA una donna fra le donne

Fa coro a Lella Miccolis, la Prof. Daniela Caterino dell’Università di Bari, membro del CdA Amgas S.p.A, quindi una beneficiaria diretta della legge Golfo, si dichiara “mortificata” per il fatto che ci sia voluta una legge per accedere ad una poltrona in Consiglio d’Amministrazione, aggiungendo che il pari accesso non può essere considerato un privilegio, e che l’insieme di generi ed il confronto fra sensibilità diverse sia una carta vincente dimostrata da alcuni studi scientifici sui CdA diversificati.

Dello stesso parere anche la stilista e imprenditrice Imelde Bronzieri, che ci invita a cercare le ragioni del valore aggiunto apportato dalle donne nei CdA, non tanto in particolari meriti di cui le donne siano portatrici e gli uomini manchino, quanto nella collaborazione fra generi diversi.

LEGGE GOLFO: RISULTATI E PROSPETTIVE

Lella Golfo evoca un’immagine forte relativa alla legge per la quale si è battuta in nome delle donne e che, ricorda, le ha fatto vivere due anni di inferno: questa legge deve funzionare da ascensore, le donne che ne hanno tratto vantaggio devono rimandarlo giù per far sì che altre donne competenti possano salire “Ad alta quota”. Lella ci racconta pure un aneddoto eloquente: ai tempi della presentazione in Parlamento, si attivarono per cercare almeno 600 CV di donne da candidare alla presenza dei CdA delle società quotate, e con grande soddisfazione e non senza sorpresa, si scoprirono a vagliarne 3.000! Eppure, questo non bastò ad alcune facce toste che insistevano sull’impreparazione delle interessate: il team di Lella non si fece fermare neanche in quel frangente e procedette organizzando appositi corsi di formazione… ma signori… su quei CV già eccellenti in partenza??! Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, ora sappiamo tutti con sconcertante evidenza che la donna deve dimostrare al doppio, rispetto ad un uomo, le sue competenze!

 

Grazie alla legge Golfo-Mosca oggi possiamo vantare una presenza femminile “Ad alta quota” pari a circa il 30%, contro il 5.6% di partenza, si parla di quasi 2.000 donne nei CdA delle società quotate, resta il tema caldo però della mancanza degli stessi dati relativi alle società pubbliche che non rendono noti i numeri. 

 

Eva Degli Innocenti, direttrice del MARTA, otto anni vissuti in Francia, alcuni altri in Svezia, ci racconta che la situazione europea non è molto diversa: seppure la facilità di accesso ai ruoli manageriali sia maggiore in Francia rispetto all’Italia, lo stipendio medio femminile resta inferiore a quello maschile.

E ancora, Claudia Ratti, Segretario Generale Federazione Intesa Funzione Pubblica, denuncia come al quinto mese di gravidanza sia stata (neanche tanto velatamente, per usare un eufemismo) invitata a far le valige e andarsene da un suo incarico manageriale precedente.

L’incontro, ben gestito dalla giornalista Roberta Morleo, che ha avuto il pregio non comune di dar vita ad un dibattito non servile, è stato concluso egregiamente da un pensiero di Beatrice Lucarella: vi è la necessità di stabilire con decisione il valore della meritocrazia, ed è pur vero che ci sono donne in Italia che devono ancora imparare ad essere più solidali fra loro. Chiedendomi quindi a fine giornata, quante saranno le donne oggi nei CdA aziendali grazie alla legge Golfo, che ci rimanderanno giù il fatidico ascensore, lascio risuonare in me le parole della Prof. Daniela Caterino, quando ha fatto un parallelo con le Soluzioni Dominanti (o Equilibrio di Nash) del premio nobel John Nash:

Per cambiare, occorre agire insieme! Condividi il Tweet

Qui sotto ti lascio un link al video della serata, ora ti saluto così:

Se è vero che la bellezza è il risultato di armonia e contrasti che s’intrecciano insieme, per farla nascere, ognuno dovrà fondere la sua singolarità in un nuovo “unico”, che avrà il dono di una propria personalità, pari a più delle mere somme delle singole individualità che avranno contribuito a crearla: solo così si potrà perseguire l’immortalità.

Le diversità rendono immortali

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Ecco il video della presentazione del libro “Ad alta quota” di Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario.

Fra gli invitati anche la Sig.ra Alma Bellisario, cugina di Marisa Bellisario, storica imprenditrice italiana.

Hungry&Foolish Business Administration Engineer, Proud Master in Innovation Management, Simply Handy Innovation Founder

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