European Innovation Scoreboard 2020

European Innovation Scoreboard 2020

A che posto è l’Italia in Europa per innovazione? E perché? Analizzando i punti di forza e di debolezza possiamo comprendere le ragioni che posizionano il nostro Paese in uno dei quattro livelli di innovazione definiti dalla comunità europea per stilare la classifica del 2020 e soprattutto individuare in quali aree dobbiamo migliorare.
Facciamo insieme un test: segna su un post-it il tuo personale pronostico: da 1 a 27, a che posto inseriresti l’Italia? Leggi questo articolo e scopri di quanto si allontana dalla tua idea il dato europeo.

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COS’È L’EUROPEAN INNOVATION SCOREBOARD 2020

“Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione (EIS) annuale fornisce una valutazione comparativa del rendimento degli Stati membri dell’UE e di alcuni paesi terzi nel campo della ricerca e dell’innovazione nonché dei punti di forza e di debolezza dei loro sistemi di ricerca e innovazione. I paesi si servono di tale quadro per stabilire in quali settori sono chiamati a concentrare gli sforzi al fine di rafforzare il loro rendimento innovativo.

Il quadro di quest’anno rivela che il rendimento innovativo dell’UE continua ad aumentare ad un ritmo costante. Si attende un ulteriore miglioramento complessivo nel breve periodo, ma i progressi rimangono disomogenei all’interno dell’UE.

La relazione EIS 2020 è la prima edizione pubblicata dal recesso del Regno Unito dall’Unione europea; tutti i risultati relativi all’UE si riferiscono quindi ai 27 Stati membri attuali.”

PERCHÉ È UTILE CONOSCERE L’EIS 2020

È una fotografia dell’innovazione nell’Europa pre-Covid19, perciò è interessante osservarla bene.

È utile oggi per leggere le direttive comunitarie con una lente in più, e in futuro, quando la confronteremo con la successiva pubblicazione, potremo scoprire:

  • come la pandemia ha impattato sul rendimento innovativo europeo e sulle singole economie comunitarie;
  • se e come l’infezione da coronavirus avrà determinato nuovi scenari e nuovi attori per l’innovazione in Europa;
  • quali dei 27 Stati membri è stato il più abile nella gestione dell’incertezza, ossia nel modo personale di recepire le direttive comunitarie stesse;
  • come se la sarà cavata il Regno Unito, che da questo report risulta avere goduto da sempre di un extra-rendimento rispetto all’Europa.

METODOLOGIA DELL’EIS 2020

L’European Innovation Scoreboard è alla sua diciannovesima edizione, nato nel 2001, non ha seguito sempre la stessa metodologia, in particolare, il quadro di misurazione principale è stato notevolmente modificato nel 2017 e qualche rivisitazione è avvenuta nel 2018, ma dal 2019 la metodologia è rimasta invariata.

Questo articolo non si pone l’obiettivo di esaminare esaustivamente e in dettaglio fonti e metodi, per i quali si rimanda ai documenti ufficiali, tuttavia una sintesi utile ai suoi scopi è necessaria, per fornire una comprensione del posizionamento dell’Italia in tema d’innovazione all’interno della comunità europea “post Brexit”, formata cioè da 27 Stati membri (EU27).

Questo rapporto è stato rilasciato il 23 giugno 2020 e si basa su dati misurati fino a tutto il 2019 (laddove possibile).

Come viene misurata l’innovazione in Europa

L’Europa ha considerato 27 indicatori diversi per misurare 10 dimensioni dell’innovazione basate su 4 principali tipi di attività.

Le attività principali con cui l’innovazione di una nazione viene monitorata in questo rapporto sono:

  • condizioni quadro (o generali):
    misura i principali motori del rendimento innovativo esterni alle aziende con 8 indicatori totali;
  • investimenti:
    misura gli investimenti pubblici e privati in attività di ricerca e innovazione con 5 indicatori totali;
  • attività di innovazione:
    misura le attività innovative svolte a livello azienda con 9 indicatori totali;
  • effetti:
    misura gli effetti delle attività di innovazione delle aziende con 5 indicatori totali.

Di seguito, lo schema di tutti gli indicatori raggruppati per attività.

European Innovation Scoreboard 2020 - Quadro di misurazione in italiano
European Innovation Scoreboard 2020 - Quadro di misurazione

Summary Innovation Index (SII)

Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione stabilisce le performance dell’innovazione grazie ad un unico parametro, l’Indice Sintetico dell’Innovazione, un indicatore composito che calcola il rendimento dei sistemi di innovazione come la media non ponderata dei 27 indicatori sopra elencati (ogni indicatore ha quindi lo stesso peso degli altri) e ri-scalati, ossia, opportunamente normalizzati per tenere conto di differenti disponibilità dei dati per Paese e periodo, e di eventuali distorsioni fra i diversi valori.

Valutazione delle differenze fra Paesi ed economie: indicatori di contesto

Una particolare cura è stata posta per contemplare le differenze strutturali delle diverse economie.

Le differenze fra le quote del PIL dell’industria manifatturiera e fra le attività high-tech del settore produttivo e dei servizi, sono fattori critici per spiegare perché i Paesi possono performare meglio o peggio quando si leggano indicatori come la spesa in R&S, brevetti internazionali, imprese innovative.

I settori a medio-alta tecnologia sono ad intensità tecnologica più alta degli altri. In media, avranno una spesa in R&S più alta, maggiori sottoscrizioni di brevetti e una quota più alta di aziende innovative. Quindi, ci possiamo aspettare che i Paesi che godono di una percentuale di questi settori sopra la media, performino meglio in diversi indicatori EIS: ad esempio, per la comunità EU27 in media l’85% della spesa in R&D del settore manifatturiero è imputabile alle imprese di produzione medium-high tech. Inoltre, comparando tutti i mercati principali analizzati nell’indagine, la quota di aziende che ha introdotto un’innovazione di prodotto o di processo è più alta nell’industria a medio-alta tecnologia.

Imprenditorialità, quadro politico e amministrativo, demografia, sono incluse fra le valutazioni in merito alle molteplici differenze da considerare fra gli Stati membri.

Di seguito, per maggiore chiarezza dei fattori considerati critici per una nazione in materia di innovazione, una tabella degli indicatori di contesto considerati, completa di valori e loro determinazioni.

European Innovation Scoreboard 2020 - Indicatori di contesto IT vs. EU

Classificazione dei Paesi innovatori in Europa

Gli Stati membri sono classificati in quattro diversi gruppi di rendimento in base al punteggio medio del loro rendimento innovativo (SII):

  1. Innovation leaders: performance superiore al 125% della media EU,
  2. Innovatori forti: performance fra il 95% e il 125% della media EU,
  3. Innovatori moderati: performance fra il 50% e il 95% della media EU,
  4. Innovatori modesti: performance sotto il 50% della media EU.

INDICE SINTETICO DELL’INNOVAZIONE DEI PAESI EUROPEI

Se prendiamo come riferimento le performance dell’anno 2012, possiamo osservare il trend dei 27 Stati membri, ossia UK escluso, e dell’intera comunità europea (di seguito EU27).

Rendimento innovativo europeo 2019

Il rendimento medio europeo nel 2019 si è assestato sul 109% circa delle performance registrate dalla comunità nel 2012.

Rendimento innovativo italiano 2019

Il rendimento italiano nel 2019 è sotto la media europea: pari a circa l’83% della media EU dello stesso anno. Se poi lo valutiamo rispetto alla media EU del 2012, dove il rapporto è del 90% circa, è evidente come l’Italia debba addirittura ancora recuperare il ritardo rispetto a sette anni prima. E, per i più curiosi, aggiungo che il rendimento medio dell’Europa al 2012 qui usato per il confronto è già nettato dall’effetto UK che ne avrebbe alzato il valore.

ITALIA INNOVATORE MODERATO: PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA

Secondo la classificazione a quattro livelli vista sopra, l’Italia è un Paese innovatore moderato. Analizzando i punteggi relativi a quelli dell’Europa del 2019, si evidenziano:

Indice Sintetico dell'Innovazione IT vs. EU
Quadro di misurazione dell'EIS 2020 - SII IT vs. EU

Punti di forza

Ci comportiamo da Leader dell’Innovazione se guardiamo le percentuali di PMI che innovano prodotti e processi, e registrano disegni e modelli a livello europeo; i nostri Asset intellettuali e Sistemi di ricerca attrattivi hanno valori da Innovatori Forti.
Unica nota, siamo un Paese di innovatori in-house con bassi livelli di collaborazione: le PMI innovative che collaborano con l’esterno, rispetto alla media europea, sono infatti appena il 56%; dovremmo incrementare gli accordi di cooperazione fra imprese, e fra imprese e istituzioni, sulle attività innovative.

Punti di debolezza

Il primo punto gravemente debole del nostro Paese è il livello di educazione terziaria dei nostri giovani. L’indicatore sintetico italiano è il 25% di quello europeo. Il dato incoraggiante è il 66% di chi prende un dottorato, ma i numeri restano talmente bassi che dovrebbero farci vergognare: l’ultimo dei Paesi Innovatori moderati (Croazia) registra circa l’80% dell’indice europeo; il 60% circa, invece, quello registrato dalla Bulgaria, che risulta il migliore dei due Paesi Innovatori Modesti. In poche parole, peggio di noi, solo la Romania col Summary Innovation Index pari al 9% dei giovani europei laureati.

La prima diretta conseguenza di questo è che nei prossimi anni potrebbe essere difficile difendere il nostro attuale punto di forza nei Sistemi di Ricerca Attrattivi, che insieme alla Risorse Umane e all’Ambiente favorevole all’Innovazione, costituiscono le Condizioni Quadro di un Paese Innovatore nella comunità europea. La seconda, ve la lascio solo immaginare: pensate, ad esempio, agli effetti sulla nostra esistenza di un insufficiente personale medico-infermieristico. I tempi attuali già raccontano troppe tragedie.

Le altre dimensioni dell’innovazione più deboli dell’Italia sono: Finanza e supporto, rispetto agli investimenti europei in Ricerca e Sviluppo vs. PIL, i nostri sono appena il 60%, sia a livello pubblico che privato, mentre sono pari al 51% quelli in Venture Capital.

In merito alla scarsità di cooperazione in innovazione in Italia ho parlato prima, l’altro punto focale da migliorare è la Penetrazione della banda larga: se l’Europa viaggiasse ai ritmi italiani, solo poco più della metà delle imprese avrebbe una linea fissa con velocità di download massima di almeno 100 Mb/s. Questo parametro è cruciale se si considera la trasformazione digitale in atto nel mondo e la perdita di competitività italiana relativa.

A CHE POSTO È L’ITALIA IN EUROPA PER INNOVAZIONE?

Concludendo, possiamo guardare il quadro europeo completo e stilare una classifica globale per Summary Innovation Index relativo decrescente: scopriamo così, mestamente, che l’Italia risulta al 18° posto per innovazione nell’Europa dei 27 Stati membri.

Ranking europeo dell’innovazione 2020
Ranking europeo dell’innovazione 2020 – Calcolato come Indice Sintetico dell’Innovazione relativo a quello dell’EU nel 2019

I leader dell’innovazione sono: Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia poiché presentano un rendimento innovativo nettamente superiore alla media dell’UE.

Gli innovatori forti sono: Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Irlanda e Portogallo, in quanto il loro rendimento innovativo è superiore o vicino alla media dell’UE.

Gli innovatori moderati sono: Croazia, Cipro, Cechia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

Gli innovatori modesti sono: Bulgaria e Romania con un rendimento innovativo ben inferiore alla media dell’UE.

Nonostante potremmo sederci con orgoglio al tavolo dei Leader dell’Innovazione, se guardassimo solo al numero di PMI innovatrici, dobbiamo riflettere molto sui motivi che ci fanno arretrare oggi e minacciano seriamente il nostro futuro, sia dal punto di vista sociale, che da quello economico.

E possiamo anche capire a colpo d’occhio perché francesi, tedeschi, americani, cinesi, si stanno comprando le nostre migliori aziende, il cuore dell’innovazione italiana che, nonostante tutto, continua a pulsare sopra la media europea.

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