Innovation Report 2020 del Talent Garden

Innovation Report 2020 e qualche istruzione per l’uso

Come gli utenti di Twitter definiscono l’innovazione e le discussioni chiave che hanno catalizzato le conversazioni in Italia (e in Europa) in un anno che ha cambiato il mondo. Il Talent Garden ha catturato importanti discussioni e i più grandi trend che hanno avuto luogo nel 2020, insieme alle innovazioni emergenti correlate al Covid 19. Scopri qui gli hashtag dell’innovazione e quali errori è meglio evitare.

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Il Talent Garden ha elaborato il suo consueto report annuale sull’innovazione e ha messo online la sesta edizione dell’Innovation Report 2020 (puoi scaricare da qui il documento).

Le immagini di questo rapporto stanno girando “a piede libero” sulle bacheche di LinkedIn e sono accompagnate da commenti più o meno trionfanti a seconda della localizzazione regionale di chi le condivide.

E qui nasce il primo problema.

Le foto stanno girando proprio libere dal link alla fonte o scevre da qualche sorta di spiegazione sullo scopo dell’analisi e sulla metodologia applicata, come si addice ad ogni buona indagine (e ad ogni buon divulgatore).
E al solito agevolano una narrazione errata dell’Italia, perché ad esempio da un’immagine del tutto estrapolata dal suo contesto, sembrerebbe che le città che hanno dominato le conversazioni sull’innovazione siano solo quattro. E tutte da Roma in su.

Perché? Perché la “somma delle menzioni” ammonta per città, nell’ordine, da poco più di 5.000 a scarse 2.000 menzioni.

Quali menzioni? E soprattutto perché mi dovrebbero indicare la localizzazione di un’eccellenza dell’innovazione italiana?

Un post che accompagnava la foto in questione, ad esempio, era: ecco “le città che determinano le linee guida del mercato dell’innovazione!!!”.
Possiamo davvero affermare così?

I numeri vanno fatti parlare senza prescindere dal loro scopo, non solo perché altrimenti snaturiamo la loro ragione d’essere, quanto perché sarà lo scopo a guidare pure le ipotesi fatte in partenza e la metodologia di analisi.

Iniziamo da qui.

SCOPO DELL’INNOVATION REPORT 2020 DEL TALENT GARDEN

L’Innovation Report 2020 del Talent Garden si pone l’obiettivo di monitorare come evolve la definizione di innovazione rispetto ai nuovi modi di vivere, ascoltando le conversazioni europee che avvengono su Twitter ogni anno, intorno agli argomenti a riguardo del tema.

Come viene spiegato subito nell’introduzione del documento, quest’anno il Talent Garden ha catturato importanti discussioni e i più grandi trend che hanno avuto luogo nel 2020, insieme alle innovazioni emergenti correlate al Covid 19.

Lo spunto è interessante, perché da che esistono i social, esiste il cosiddetto social listening, cioè la possibilità e la buona pratica di ascoltare cosa dicono le comunità online. Siano essi follower di un brand, di trend tecnologici, o di politica ed attualità. Si può captare così l’attenzione delle persone tanto a livello mondo, quanto a livello locale, intorno a qualche argomento di particolare interesse.

IPOTESI DI BASE DELL’INNOVATION REPORT 2020

L’assunto del report del Talent Garden è che Twitter sia sempre stata la piattaforma social in grado più di altre di catturare brevi conversazioni su temi che identificano gli argomenti più rilevanti in un dato momento.

In questa indagine vengono individuate le discussioni che ruotano attorno alla parola inglese innovazione e alle sue varie traduzioni. Così è possibile scoprire – e qui occorre porre la prima attenzione – come gli utenti di Twitter definiscono l’innovazione e le discussioni chiave che hanno catalizzato le conversazioni in Europa in un anno che ha cambiato il mondo.

I CONTENUTI PIÙ TWITTATI IN ITALIA NEL 2020

L’intento è consentirci di esplorare le ultime scoperte che stanno dando forma alle nostre vite e continueranno ad evolvere nel 2021.

Infatti, emerge così che dall’analisi avanzata dei contenuti più twittati, in Italia si è cinguettato molto attorno agli argomenti:

  • Invisible Banking e Challenger Banks
  • agricoltura 4.0 e sostenibilità
  • App per il Contact Tracing e battaglia contro il Covid-19

Per contenuti più twittati si intendono centinaia di hashtag di circa 5.000 utenti unici (60% uomini, 40% donne) postati dal 1 gennaio 2020 al 15 novembre 2020 per un totale di circa 29.000 tweets.

GLI HASHTAG PIÙ TWITTATI IN ITALIA NEL 2020

La classifica degli hashtag più twittati dal 1 gennaio 2020 al 15 novembre 2020 riportata dal Talent Garden è la seguente:

#artificialintelligence 14.728

#fintech 6.675

#startup 5.371

#iot 4.123

#bigdata 3.726

#finserv 3.431

#insurtech 2.539

#blockchain 2.295

#cybersecurity 1.351

#robotics 1.095

#cloud 1.060

#5g 1.007

QUANTI ITALIANI SONO SU TWITTER?

Le prime piattaforme social più usate dagli italiani online, di età compresa fra i 16 e i 64 anni, sono nell’ordine:

  • YouTube,
  • Famiglia Facebook: Whatsapp, Facebook, Instagram, Fb Messenger,
  • Twitter,
  • LinkedIn.

Dunque Twitter è il sesto social in Italia: usato dal 34% degli utenti connessi.

Poiché nel Bel Paese a gennaio 2020 gli utenti internet erano circa 50 milioni, alla data di inizio delle rilevazioni dell’Innovation Report 2020, su Twitter potevamo contare una presenza di quasi 17 milioni di italiani*.

A QUALI CONCLUSIONI POSSIAMO GIUNGERE CORRETTAMENTE LEGGENDO L’INNOVATION REPORT 2020

Scoprite voi stessi, leggendo il report, quali sono secondo il Talent Garden le città che hanno dominato le conversazioni intorno all’innovazione.

Ora che conosciamo qualche numero in più, invece, proviamo a rispondere a queste domande.

Possiamo affermare, senza commettere errori di valutazione, che quelle città sono le stesse che determinano le linee guida del mercato dell’innovazione in Italia?

No. Quelle sono le città da cui provengono gli hashtag più twittati dai circa 5.000 utenti unici di Twitter, che è il sesto social più usato dagli utenti connessi italiani, che sono 10.000 volte di più, cioè 50 milioni in totale (83% della popolazione).

E gli altri 16 milioni e passa di italiani che durante l’anno erano su Twitter, magari non attivi o non partecipanti al dialogo sopra i massimi sistemi dell’innovazione, di quali città erano? Possiamo stilare la classifica delle città disinteressate all’innovazione? Decisamente no.

Le condivisioni superficiali non fanno affatto bene né alla nostra reputazione (oggi tutti facciamo Personal Branding, che ne siamo consapevoli o meno), né alla comunità. Per fare del buon Personal Branding, quando condividiamo informazioni di carattere analitico, se proprio non vogliamo dedicare attenzione a leggere ipotesi di base e metodologia, cerchiamo di attenerci rigorosamente alle affermazioni della fonte.

Forse si può segnalare un piccolo difetto di precisione agli autori: le città che hanno dominato i cinguettii sull’innovazione nel 2020, sarebbe stata una indicazione più coerente con l’analisi condotta.

CINGUETTII, PAROLE, PENSIERI, AZIONI: UNA RIFLESSIONE SULLE CONVERSAZIONI SULL’INNOVAZIONE

Se possiamo certamente dire che le parole determinano i nostri pensieri, e i nostri pensieri determinano le nostre azioni, possiamo affermare con altrettanta certezza che chi parla di innovazione, la fa o la guida?

Il teatro dell’innovazione

Nell’ambiente accademico è noto il problema reale del teatro dell’innovazione.

Coniato da Steve Blank, il termine identifica tutte le attività (inclusi i vari bla, bla, bla) che simulano ambienti innovativi (con laboratori di innovazione, incubatori, acceleratori, hackathon, progettazioni con sticky notes in quantità, ecc.), ma una volta ottenuta l’idea dirompente, non sfociano in una offerta di valore o in un business model profittevole. Ciò segnala che, spesso, e a dispetto delle migliori intenzioni, la maggior parte dei responsabili dell’innovazione non la realizza, perché frenata dagli alti livelli di leadership e di ingaggio delle varie parti aziendali coinvolte nel cambiamento che l’innovazione davvero richiede.

Quindi parlare di innovazione, non sempre evidenzia i reali innovatori.

La tecnologia da sola non basta per l’innovazione

La letteratura è piena di casi in cui la sola tecnologia non è bastata a garantire il successo di un business, mentre il giusto modello di business per una data tecnologia ha determinato cambiamenti rivoluzionari e duraturi nei mercati.

L’innovazione è sempre più una questione di ecosistemi, continuare a misurarla o cercarla nelle singole tecnologie è un errore che non possiamo più permetterci.

UNA PROPOSTA PER I PROSSIMI INNOVATION REPORT DEL TALENT GARDEN

Gli hashtag dell’innovazione

Da quanto fin qui detto, includere hashtag come #businessmodels, #businessmodelinnovation, #digitaltransformation, potrebbe essere una buona idea (dalle mie prime ricerche ho scovato un bel po’ di tweet).

Come potrebbe essere una buona idea rivolgere attenzione anche a #innovationmanagement.

Stando all’Innovation Report, l’innovazione non contemplerebbe conversazioni che invece sono state di rilievo per il mondo intero. Twitter resta pur sempre il penultimo dei diciotto social usati dagli utenti connessi in tutto il mondo (quindi, nel mondo, Twitter è ancora meno usato che in Italia); inoltre, per ogni argomento che si voglia supportare con dati, l’ottimo è esplorare l’intero universo (online e offline).

Conversazioni sull’innovazione nel mondo reale

Ricordo, ad esempio, che il 2019 e il 2020 sono stati anni storici in cui l’Innovation Management è entrato a far parte delle norme ISO, perché si sta cercando di condividerne a livello mondiale sia le definizioni, per capire cosa sia innovazione e cosa non lo sia, sia le procedure, per cercare di individuare un approccio sistemico per integrare l’innovazione a tutti i livelli di un’organizzazione.

In Italia poi, più d’uno degli hashtag tracciati dal Talent Garden facevano capo a un interesse più ampio a livello d’impresa, richiamato spesso sui social a botte di #industria40, #impresa40, #transizione40 e questi sono tutti usati da chi davvero va al di là di semplici cinguettii ed ha un vero ruolo dominante in merito alle conversazioni sull’innovazione nel nostro Paese: politici e imprenditori.

Quindi sarebbe davvero interessante se il Talent Garden, riferimento nel mondo dell’innovazione, nel suo Innovation Report potesse potenziare l’ascolto degli hashtag, tanto per stakeholders, quanto per social.

Intanto, noi leggiamolo con curiosità, come un report sui cinguettii sopra i massimi hashtag dell’innovazione in Italia e in Europa e, soprattutto, condividiamolo con giudizio ed onestà intellettuale.

*dati Report Digital 2020, We are social – Hootsuite

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